TERRA SANTA-IRAQ: GRECH (VESCOVI REGIONI ARABE), "ATTACCANO I CRISTIANI PERCHÉ SONO I PIÙ DEBOLI. SERVE L’AIUTO DELLE CHIESE"

"Le minacce, i soprusi e gli attentati cui sono sottoposti i cristiani in Terra Santa ed ultimamente anche in Iraq sono inaccettabili ed avvengono anche perché le comunità cristiane sono deboli ed indifese. Non si tratta di fare delle crociate ma di prendere coscienza, come Chiese, di quanto sta accadendo e di prodigarsi per aiutare i nostri fratelli cristiani". L’appello arriva da padre Pierre Grech, segretario generale della Conferenza dei vescovi latini nelle regioni arabe (Celra). I recenti fatti che hanno visto cristiani insultati a Gerusalemme – dove nei giorni scorsi un giovane ebreo ha sputato, fatto non nuovo verso i cristiani, in faccia all’arcivescovo armeno durante una processione ed in Iraq con attentati a chiese e a persone cristiane non lascia insensibile il Segretario della Celra che al Sir dichiara: "I cristiani stanno lasciando queste terre care alla nostra fede. La guerra, i conflitti sono come un cancro che divora ogni cosa. Si può permettere tutto questo? Cresce l’intolleranza verso i cristiani perché sono i più deboli. Basti vedere quello che accade sotto il profilo dell’assistenza: c’è l’Agence Juive che si occupa degli ebrei, sul versante musulmano ci sono molte organizzazioni fondamentaliste che aiutano i loro correligionari. I cristiani sono i più deboli". Non dimenticando di esprimere riconoscenza per la generosità mostrata dalle varie Chiese attraverso numerosi gesti di solidarietà padre Grech ha aggiunto: "crediamo, come abbiamo anche scritto nel messaggio finale dell’assemblea dei vescovi delle regioni arabe e del Nord Africa che si è svolta a Roma nei giorni scorsi, che le Chiese possano fare ancora di più. Se tutte le Chiese del mondo si impegnassero in un’azione comune il loro intervento potrebbe rappresentare un fattore decisivo nella realizzazione della pace, della giustizia e della riconciliazione" in Terra Santa e in Iraq.