CEI (MIGRANTES): "L’ACCOGLIENZA DIVENTI L’ANSIA DI SINGOLI ED ORGANIZZAZIONI" (2)

Quella "casa", prosegue il messaggio, "è destinata ad aprire brecce che diventano promesse per un futuro migliore, ad aprire nuove vie di convivenza umana ed essere luogo di annuncio, di un messaggio al quale Dio "darà incremento". "Siamo chiamati – è l’appello di mons. Belotti – a rendere questo nostro mondo una ‘casa’ dove il nostro modo di vivere, di trattare, di accogliere, di amare ogni uomo, ogni migrante dimostra che in quelle persone accogliamo, amiamo e vediamo Gesù". Invito rivolto anche alle diocesi che "presentano molteplici luoghi, ambiti che noi possiamo cambiare in casa ospitale, in rapporto familiare: sia quando vediamo gruppi di immigrati di ogni colore frequentare i nostri stessi pubblici ambienti; sia quando sentiamo parlare di italiani – ancora tanti – che vivono il problema migratorio all’estero, spesso dimenticati e abbandonati; sia incontrando sulle nostre piazze fieranti e circensi e facendo festa con loro; sia rispettando anche la cultura e il modo di rapportarsi dei Rom e dei Sinti sovente oggetto di scherno; sia pensando al duro lavoro cui sono sottoposti gli addetti alle navi di trasporto merci o di navi crociere". "È così – spiega – che il mondo diventa una casa ospitale, serena dove ci si accoglie, ci si rispetta e ci si ama. Le condizioni dell’umanità sulla terra sono così precarie, così grandi le disparità economiche, così facili i gesti politici in cui i diritti umani sono violati, che i flussi migratori sono più facilmente motivo di tensione e diffidenza che di solidarietà e di riconoscenza". "Auspico di cuore – conclude mons. Belotti con le parole del Papa nel suo messaggio per la Giornata mondiale del Migrante 2004 – che ogni comunità ecclesiale, formata da migranti e da rifugiati e da coloro che li accolgono, attingendo stimoli alle sorgenti della grazia, si impegni a costruire la pace. Nessuno si rassegni all’ingiustizia, né si lasci abbattere dalle difficoltà e dai disagi". ” ” ” “