PAPA: NO ALL’"IDOLATRIA" DELLA RICCHEZZA E ALLA "RIMOZIONE" DELLA MORTE

"L’idolatria della ricchezza" è "una delle tentazioni costanti dell’umanità", che cerca "in tutti i modi di ignorare" la "realtà" della morte. Lo ha detto oggi il Papa, che nel corso della tradizionale udienza generale è tornato a commentare il Salmo 48, che costituisce "una realistica e severa meditazione sulla morte, traguardo ineludibile fondamentale dell’esistenza umana". "Aggrappandosi al denaro, considerato come dotato di una forza invincibile, ci si illude di poter ‘comperare anche la morte’, allontanandola da sé", ha esordito il Santo Padre ricollegandosi al tema centrale della meditazione tenuta nella catechesi della settimana scorsa. "Spesso noi cerchiamo in tutti i modi di ignorare questa realtà, allontanandone il pensiero dal nostro orizzonte", ha proseguito il Pontefice, definendo la rimozione della morte una "fatica, oltre che inutile, anche inopportuna". "La riflessione sulla morte – ha spiegato, infatti, il Papa – si rivela benefica perché relativizza tante realtà secondarie che abbiamo purtroppo assolutizzato, come appunto la ricchezza, il successo, il potere". Il salmo citato invita a "non temere" e a "non invidiare il ricco sempre più arrogante nella sua gloria": il giusto, ha ricordato Giovanni Paolo II, "non sarà abbandonato dal Signore, che gli indicherà ‘il sentiero della vita, gioia piena alla sua presenza, dolcezza senza fine alla sua destra’". Anche salutando i suoi connazionali il Papa ha sottolineato che "il giusto può avere la certezza di non essere dimenticato da Dio nel momento della morte. Ai suoi fedeli Dio schiuderà gli orizzonti di speranza e di immortalità".” ”