COSTITUZIONE UE: LE REAZIONI DAI VESCOVI DI CIPRO, REPUBBLICA CECA E GRECIA

"Qui a Cipro c’è scarso interesse intorno alla firma della Carta costituzionale europea. Resta l’amarezza per il mancato riconoscimento delle radici cristiane dell’Europa". E’ quanto ha dichiarato al Sir, padre Umberto Barato, vicario apostolico di Nicosia (Cipro) commentando la firma del Trattato costituzionale, oggi a Roma. "I valori di cui parla la Carta – ha detto Barato – sono e restano radicati ai valori evangelici. Se l’Europa riparte da questi c’è la speranza di proseguire con successo il cammino di integrazione. Solo così si può parlare di passo in avanti. Per Cipro questa è una firma in sordina". Per mons. Jan Graubner, presidente dei vescovi della Repubblica Ceca, "La firma della Carta rappresenta un grande momento per la storia europea". "L’Europa unita – è la dichiarazione rilasciata al Sir – è un grande sogno per tutti noi ma restano alcuni punti negativi. In particolare l’assenza delle radici cristiane dell’Europa. Una scelta che non riconosce i cristiani che vivono nel Continente, anche nell’Est. Ma è proprio da qui che deve rinascere e riqualificarsi l’impegno cristiano in Europa". "Giorno importante ma per i cristiani la Carta rappresenta una questione dolorosa a causa dell’assenza delle radici cristiane". E’ il commento del presidente dei vescovi di Grecia, mons. Franghiskos Papamanòlis, alla firma della Costituzione europea. "L’assenza delle radici cristiane – ricorda al Sir – chiama in causa gli stessi cristiani e lo scarso annuncio della parola di Dio fatto nei tempi passati. Raccogliamo oggi quanto abbiamo seminato. La società europea si è strutturata senza Dio, non contro Dio. Da oggi, dalla firma di questo Trattato, deve nascere il nuovo impegno dei cristiani per l’Europa".” ”