"Come vescovo di uno dei Paesi che appartengono all’Unione europea sono del tutto contento per il fatto della firma del Trattato costituzionale. Con questo atto l’Europa si avvicina maggiormente a se stessa, sempre di più diviene ‘unione’, creando rapporti sempre più profondi tra i vari Paesi e i vari popoli". Lo ha detto al Sir mons. Jozef Wrobel, vescovo di Helsinki, commentando l’atto ufficiale di firma del Trattato avvenuto questa mattina a Roma. "Trovo bello il fatto che l’Unione europea non abbia come scopo solo quello di costituire un mercato più forte, ma anche quello di porre il valore principale sull’uomo, mettendolo al centro delle sue finalità, con la sua dignità e i suoi diritti". Secondo il vescovo di Helsinki, tuttavia, occorre stare in guardia proprio rispetto alla tutela della dignità umana nella nuova Unione europea: "Questo desiderio di difesa della libertà e dignità umana va aiutato e sostenuto nella pratica. Basti pensare al caso Buttiglione, rigettato a causa della sua convinzione mentre, a parole, si invoca la tolleranza verso tutti. Oppure pensare a un altro fatto che rattrista, di non aver voluto accettare nel preambolo del Trattato il riferimento alle radici cristiane del continente". Per mons. Wrobel, "non si trattava di obbligare tutti coloro che non sono cristiani a elogiare tale presenza, quanto invece a riconoscere semplicemente il fatto storico del ruolo svolto dal cristianesimo, cui l’Europa intera deve molto in termini di gratitudine per la costruzione di una società fondata su valori umani, prima che religiosi".