” “L’assemblea si è poi interrogata su “dove sta andando la Chiesa” e su “quale fisionomia avranno l’Europa e le sue chiese tra vent’anni in relazione all’evangelizzazione e al ruolo della Chiesa nel nostro continente”. A riguardo l’arcivescovo di Bordeaux, mons. Jean Pierre Ricard, ha elencato alcune “tossine morali” che l’Europa deve “combattere e respingere” per il bene del suo sviluppo armonico: “la deriva secolarizzante, con i fenomeni di individualismo e massificazione; la tendenza a considerare la religione come un ostacolo, l’emergere del fondamentalismo e del terrorismo”. Per l’arcivescovo la Chiesa può essere “una ricchezza” per la società europea: “difendere la dignità di ogni persona, della famiglia e specialmente dei più bisognosi e poveri; creare una corretta distinzione tra religione e politica; formare al dialogo ecumenico e interreligioso; creare una cultura della solidarietà in un’Europa aperta al mondo”. Tre gli impegni pratici formulati: “rafforzare il dialogo con la cultura contemporanea; cercare un dialogo più profondo con l’Islam presente in Europa, soprattutto nel mondo accademico; continuare la campagna in difesa della domenica, libera dal lavoro, come giorno dedicato a Dio”. Ma se il dialogo interreligioso rappresenta “un impegno pratico”, non di meno lo è quello ecumenico. definito dal card. Murphy-O’Connor “una strada senza possibilità di uscita”. Sulla base di queste riflessioni l’assemblea ha discusso della possibilità di una nuova iniziativa ecumenica a livello europeo, per continuare, afferma il messaggio, “il processo avviato con le assemblee di Basilea nel 1989 e Graz nel 1997”. Particolare attenzione è stata data al Trattato Costituzionale, la sua struttura e il significato dell’Articolo I-52 e di altri provvedimenti sul tema della libertà religiosa.