” “In democrazia non c’è “neutralità”, ma anzi occorre “scegliere” tra “modelli” di democrazia molto diversi tra loro e spesso in grado di “condizionare la vita di milioni di persone”. L’ammonimento è venuto da Sergio Cofferati, sindaco di Bologna, che ha salutato gli oltre mille partecipanti alla 44ª Settimana sociale dei cattolici italiani (tra cui, in platea, diversi esponenti politici) sottolineando che l’appuntamento ecclesiale che si apre oggi “tocca temi che stanno a cuore alle coscienze, e che riguardano le condizioni materiali e la stessa ‘passione’ degli uomini e delle donne che vivono qui, come altrove”. Nello scenario politico attuale, secondo Cofferati, occorre essenzialmente “scegliere tra due modelli”: quello per cui “tutto è disponibile, nulla è certo”, che “è un modello spesso privo dei tratti etici necessari” in una democrazia degna di questo nome, e “il modello per cui esistono soglie invalicabili, da non oltrepassare per costruire un futuro migliore per tutti, garantire la dignità della persona e l’esercizio dei diritti individuali e soggettivi, dare corpo a una ‘sostenibilità’ nel tipo di sviluppo economico che non metta a repentaglio le fasce più deboli”. Soffermandosi sulla “continuità” tra la questa e la scorsa edizione della Settimana sociale, svoltasi a Napoli nel 1999 sul tema della società civile, il sindaco di Bologna ha fatto notare che i “nuovi scenari” di oggi sono una “grande sfida per i singoli e le istituzioni, chiamati a cedere sovranità per costruire soggetti sopranazionali”. Di qui la necessità di “operare un rafforzamento della prassi democratica” e di “individuare politiche rivolte all’inclusione, alla capacità di creare uguaglianza per cancellare le disuguaglianze e combattere la povertà che affligge ancora milioni di persone”.