SETTIMANA SOCIALE: MONS. CHIARINELLI, IL PARADOSSO CRISTIANO E L’IMPEGNO PER LA CITTÀ DELL’UOMO

” “”Il ‘caso serio’ di ogni figura di democrazia è la visione dell’uomo. La Chiesa italiana ne ha viva e tenace consapevolezza”: Mons. Lorenzo Chiarinelli, vescovo di Viterbo e presidente del Comitato scientifico-organizzatore delle Settimane sociali, ha affrontato il tema dei lavori con taglio eminentemente antropologico. Secondo il prelato vi è un “doppio paradosso” nel rapporto tra cristiani e democrazia. Anzitutto “il cristiano è l’uomo della ulteriorità e del futuro”; “Non abbiamo quaggiù una città stabile, ma cerchiamo quella futura”, ha aggiunto l’oratore, citando la Lettera agli Ebrei. D’altro canto “il cristiano è l’uomo del presente storico e della solidarietà umana”, concetto che emerge con forza dal Concilio Vaticano II. Ecco dunque la “sfida paradossale” per i credenti: “Costruire la città dell’uomo, essere dentro la storia e vivere nell’attesa del compimento, consapevoli, però, che il compimento non si dà saltando la storia”. Nel suo intervento Chiarinelli ha quindi citato la Lettera a Diogneto, Aldo Moro e Bonhoeffer (“Viviamo nelle cose penultime e crediamo nelle ultime”), portando ad esempio alcune figure del cattolicesimo italiano del Novecento – Alcide De Gasperi, Giorgio la Pira, Giuseppe Dossetti – che “nella elaborazione concettuale e nella prassi hanno saputo esemplificare il modo di essere e lo stile del cristiano nel tessuto della società civile e nella vita politica”. “Queste figure e questi messaggi – ha concluso il vescovo – sono eredità preziosa posta nelle nostre menti e nelle nostre mani e sono sempre capitale di investimento. Occorrono, però, appunto, menti e mani disponibili”.