SETTIMANA SOCIALE: CASELLI, EUROPA MODELLO DI "GOVERNANCE" ECONOMICA (2)

Nel dibattito sulla democrazia economica sono intervenute a Bologna personalità del calibro di Mario Monti, commissario europeo, di Giovanni Bazoli, presidente di Banca Intesa, di Stefano Zamagni, economista dell’Università di Bologna e di Giuseppe Tesauro, presidente dell’Autorità garante della concorrenza. Secondo Monti "è essenziale il contributo che l’Ue può dare per guidare la globalizzazione e limitarne i rischi. Infatti l’Unione – ha spiegato – ha un modello istituzionale fondato sulla integrazione politica e sul coordinamento delle politiche economiche pubbliche. Inoltre essa è portatrice di una economia sociale di mercato nella quale il mercato è affiancato, corretto nei suoi effetti, da principi quali la solidarietà e la sostenibilità". In questo senso secondo Monti "l’Europa è oggi la migliore alleata delle generazioni future", purché sappia completare il proprio sistema istituzionale e acquisti "una posizione univoca e coesa sugli scenari internazionali". Bazoli ha invece insistito sull’urgenza di "apportare dei correttivi all’economia di mercato" che, "se lasciata senza regole non fa che accentuare le differenze e i contrasti tra i popoli e gli Stati". Su questo piano Bazoli ha invocato "l’originale contributo intellettuale e valoriale che può giungere proprio dai cattolici". Tesauro si è poi detto d’accordo sul fatto che "l’economia di mercato è l’humus in cui si sviluppa la democrazia. Ma servono delle regole. È a questo livello che si inserisce l’irrinunciabile ruolo regolativo della politica, orientata da valori che tutelino anzitutto la dignità della persona".