LICEO PARINI: CORRADINI (UCIIM), ANDARE OLTRE IL “CASO CLAMOROSO”

” “Un invito ad “andare oltre il caso clamoroso”, per favorire una “presa di coscienza di tutta la comunità scolastica” e cercare di rendere “compatibile” il vissuto dei ragazzi con quello della scuola come “comunità educante”, troppo spesso “distanti e paralleli” tra loro. Luciano Corradini, presidente dell’Uciim (Unione cattolica italiana insegnanti medi), commenta in questi termini al Sir la vicenda del Parini, il liceo milanese giunto alla ribalta delle cronache per l’allagamento avvenuto il 17 ottobre scorso, ad opera di un gruppo di studenti che si rifiutava di svolgere un compito in classe. Il “caso Parini” si è concluso ufficialmente ieri, con un “verdetto” di 15 giorni di sospensione per i quattro studenti (più uno indagato) autori dell’atto vandalico. “La gravità dell’episidio – commenta Corradini – ha colpito l’opinione pubblica, anche per la sede in cui si è svolto, che ha posto sotto i riflettori la ‘Milano-bene’. Ha stupito tutti che ragazzi ‘normali’, al di fuori di qualunque organizzazione o movimento in grado di surriscaldare gli animi, abbiano adottato di fatto un comportamento di tipo terroristico, solo per sottrarsi ad un compito di istituto”: ciò significa, argomenta il presidente dell’Uciim, che “non ha funzionato la suola come sede di elaborazione della coscienza dei propri doveri e diritti”. Quanto alla punizione scelta, per Corradini i 15 giorni di sospensione servono “sia a segnalare l’autoesclusione dei ragazzi dalla comunità, sia a consentire loro di tornare dentro la scuola a certe condizioni. La punizione non deve mai essere un’afflizione per cui si danneggiano per persone così come loro hanno fatto soffrire gli altri. Deve risarcire del danno e permettere alle persone di ripartire da capo”.