Un sogno per due continenti? “Che l’Europa si proponga un chiaro scopo da realizzare: contribuire a sradicare la tragedia della fame nel mondo proprio a partire dall’Africa. Se si riuscisse a lanciare per i prossimi anni un progetto concreto, forse gli europei si interesserebbero di più all’Unione europea”. A parlare è mons. Amédée Grab, vescovo di Coira (Svizzera) e presidente del Ccee (Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa), in apertura del Simposio Africa-Europa (a Roma fino al 13 novembre). Il convegno, al quale partecipano oltre 150 vescovi dai due continenti, è organizzato insieme al Secam (Simposio delle Conferenze episcopali di Africa e Madagascar). Il sogno di mons.Grab e di mons. Aldo Giordano, segretario del Ccee, parte dalla constatazione che in Europa “serpeggia un certo senso di stanchezza e di disinteresse a livello popolare per il processo di unificazione”. “Uno scopo di tale portata” potrebbe “trovare un adesione e coinvolgere i popoli”, soprattutto i giovani. Mons. Grab ha accennato di nuovo al mancato riferimento al cristianesimo nella Costituzione: “Abbiamo constatato con dolore che esiste spesso in Europa una incomprensione di fondo del fatto cristiano: alcuni hanno pensato a una questione di privilegi; altri hanno ritenuto che citare il cristianesimo sarebbe stato un torto alle religioni, specie all’islam, altri che sarebbe stato un pericolo per la laicità della vita pubblica”. L’incontro con i vescovi africani in questo particolare momento storico, ha detto mons. Josip Bozanic, arcivescovo di Zagabria e vice-presidente del Ccee, “offre la possibilità di instaurare nuovi rapporti con il continente africano”: “L’Europa che fa esperienza della sua unificazione è chiamata a non chiudersi in se stessa, ma a vivere la dimensione che le è propria, quella dell’incontro con altre terre e Paesi”.