Cinque bambini palestinesi sono stati aggrediti questa mattina da coloni israeliani. All’aggressione hanno assistito alcune autorità militari e civili israeliane che non sono intervenute. A denunciare il fatto alcuni volontari dell’Operazione Colomba-Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII che, presenti sul posto, hanno filmato il tutto. “Questa mattina si legge in un comunicato diffuso dalla Comunità Papa Giovanni XXIII – alle 6.45 circa, cinque bambini tra i 5 e gli 11 anni mentre andavano a scuola sulla strada tra Tuba e Tuwani, nei pressi della colonia israeliana di Ma’on, sono stati aggrediti subendo pesanti vessazioni ad opera coloni appartenenti alla corrente radicale nota come ‘nazional-religiosa’. Erano presenti un veicolo militare dell’esercito israeliano, un veicolo dell’amministrazione israeliana dei Territori e un veicolo della Sicurezza Privata della colonia. Nessuno è intervenuto ad interrompere le violenze psicologiche e le minacce sui bambini terrorizzati”. Per circa un chilometro, è il racconto dei volontari, “tre adulti, due uomini e una donna, hanno camminato molto vicino ai bambini urlando e minacciandoli ininterrottamente. I cinque bambini erano da soli perché le autorità militari hanno vietato al padre di accompagnarli. Quando i bambini sono giunti al paese di Tuwani dove è la scuola, i tre coloni nazional-religiosi hanno continuato a urlare e minacciare altri bambini che erano nei pressi della loro casa all’ingresso del paese palestinese. Negli ultimi cinque giorni, fatti simili si sono verificati in altre due occasioni”. Il paese di Tuwani è già noto alla cronaca a causa del pestaggio di un volontario italiano di Operazione Colomba il 9 ottobre, mentre il 29 settembre, altri due volontari americani furono picchiati sempre dai coloni. Da diversi giorni le autorità israeliane, competenti per l’incolumità di tutte le persone delle zona, vietano agli operatori internazionali di accompagnare i bambini, scortando con l’esercito i bambini a scuola. “La presenza della polizia affermano dall’Associazione Papa Giovanni XXIII – potrebbe evitare anche le vessazioni, e certo non è di conforto ai bambini la mano del soldato che stringe il fucile invece delle loro mani tremanti”.