” “”Il cristianesimo futuro o sarà più ‘cattolico’ o non sarà”. L’affermazione è di mons. Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto (Italia), intervenuto oggi al Simposio su “Comunione e solidarietà tra l’Africa e l’Europa” in corso in questi giorni a Roma, per iniziativa del Ccee (Consiglio delle Conferenze episcopali D’Europa) e del Secam (Simposio delle Conferenze episcopali di Africa e Madagascar). Mons. Forte ha tracciato una panoramica del cristianesimo europeo di fronte alle sfide contemporanee: “I cristiani del continente europeo ha sottolineato – sono chiamati a farsi protagonisti privilegiati, per tenere desta una coscienza critica attenta a difendere la qualità della vita per tutti, a farsi voce di chi non ce l’ha, per fronteggiare le logiche esclusivamente egoistiche di molte delle grandi agenzie di potere economico e politico sul piano mondiale”. Di fronte alla “ricerca del senso perduto”, alla “riscoperta dell’altro” e alla “nostalgia del Totalmente Altro” che caratterizza in questo momento la società europea, secondo mons. Forte bisogna tener presente “il primato di Dio nella fede”, mettere “la carità al di sopra di tutto” e “rendere ragione della speranza che è in noi”. “Questo stile di condivisione e di servizio solidale ha precisato comporterà anche la necessità di prendere posizione, di denunciare, di distaccarsi da forme che contrabbandano dietro il sorriso seducente il vuoto della maschera e producono arcipelaghi di incomunicabilità e solitudine: amare concretamente gli uomini significa, se necessario, anche capovolgere il loro modo di agire. Si tratta di mettere al primo posto non un interesse mondano o un calcolo politico, ma l’obbedienza esclusiva alla causa della verità di Cristo e della giustizia per tutti”.
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