"Le legittime esigenze dell’informazione e del mondo dello spettacolo vanno armonizzate con i diritti dei singoli e delle famiglie, mai cedendo alle lusinghe di chi vuole confondere la verità con l’opinione, ed evitando con cura che gli aspetti più sacri e intimi della vita familiare siano esposti a spettacolarizzazione e a banale volgarizzazione". E’ quanto scrive il Papa, in un messaggio inviato al card. Camillo Ruini, presidente della Cei, in occasione del 50° anniversario di fondazione dell’Associazione Italiana Ascoltatori Radio e Telespettatori (Aiart). In una "società mediatica" come la nostra, sostiene Giovanni Paolo II, "occorre maggior incisività e coraggio per coltivare il gusto del bello accompagnandolo con la sensibilità per il bene e per il vero". Per questo "è indispensabile aiutare gli utenti, particolarmente le famiglie, a un uso maturo del mezzo televisivo per saper discernere con equilibrio e saggezza le trasmissioni che sono in sintonia con la visione cristiana del mondo e dell’uomo". Di qui la necessità, per il Pontefice, di "coltivare un dialogo costruttivo tra le famiglie e gli operatori del mondo televisivo, favorendo una seria riflessione etica, tanto più necessaria a coloro che operano nell’ambito della comunicazione sociale, perché svolgono un compito con notevoli risvolti formativi". In questa direzione, ha sottolineato il Papa, meritano "apprezzamento e riconoscenza "iniziative come quella dei "codici di tutela dei minori" elaborati dall’Aiart per rispondere alle sue finalità di "promuovere la dignità della persona, della famiglia, della scuola e la salvaguardia dei diritti e degli interessi morali, spirituali e culturali dei cittadini".