UNIVERSITÀ: CARD. RUINI, NO ALLA “NEUTRALITÀ” IN BIOETICA; ORNAGHI, IL RISCHIO DELL'”OMOLOGAZIONE”

“Quando il soggetto umano è in questione, e nella medicina e nella ricerca biomedica lo è sempre, la neutralità nella ricerca si rivela impossibile e distruttiva perché implica la negazione di ciò che è specificamente umano”. Lo ha detto il card. Camillo Ruini, presidente della Cei e vicario del Papa per la diocesi di Roma, aprendo oggi l’anno accademico della sede romana dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. In un momento in cui “le frontiere della medicina si allargano, sia sul piano scientifico e tecnologico che su quello organizzativo”, ha affermato il cardinale, “se si guarda l’uomo soltanto in modo neutro vuol dire che non si prende in considerazione il fatto che egli è soggetto creato a immagine di Dio, radicalmente unico. Ecco perché la ricerca biomedica non può che essere intimamente unita all’etica e alla visione antropologica dell’uomo”. Le “risposte” che si sapranno dare ai “cambiamenti” in atto nel mondo universitario “sono l’unico modo per non conformarci passivamente a un processo di omologazione dall’esterno di tutte le università”. Ne è convinto Lorenzo Ornaghi, rettore dell’Università Cattolica, che ha ricordato come quest’anno si celebri l’80° anniversario del riconoscimento giuridico dell’ateneo fondato da padre Gemelli. “L’anno trascorso – ha detto il rettore – ha rappresentato per la sede di Roma l’inizio di una fase di significativi cambiamenti, volti a migliorare in modo sostanziale non solo i modelli organizzativi sanitari, ma anche la qualità e il comfort delle zone di diagnosi e di cura. Tra i policlinici universitari italiani, il Gemelli è quello che ha accolto il maggior numero di pazienti “esterni” alla regione di riferimento; nel 2003, sono aumentati i pazienti dimessi (da 67.218 a 96.712), gli accessi ai day hospital (da 110.443 a 115.249) e le prestazioni complessive erogate (da 6.782.037 a 7.685.152).