L’indagine della Commissione bicamerale per l’infanzia evidenzia anche la necessità di ridurre alcuni ostacoli alle adozioni internazionali, attualmente in continua crescita: 2.770 autorizzazioni concesse nel 2003, 1.611 nei soli primi sei mesi del 2004, provenienti da 54 Paesi, soprattutto da Ucraina (22,53%), Russia (11,83%), Colombia (9,14%), Bulgaria (8,68%), Bielorussia (8,18%), Brasile (6,90%); il 48,7% dei bambini ha tra 1 e 4 anni, mentre l’età media delle coppie si aggira intorno ai 40 anni. Tra i suggerimenti della Commissione, quello di ridurre i costi, "oggi obiettivamente troppo elevati soprattutto per le coppie dei ceti meno abbienti" (tra i 7000-8000 euro, comprese spese di viaggio e soggiorno nel Paese di provenienza del minore). Si propone quindi di istituire i un Fondo per il sostegno all’adozione internazionale che offra un contributo del 50% oppure di alzare la percentuale di deducibilità dalla dichiarazione dei redditi. L’altra proposta oltre a quella di ridurre i tempi di attesa (circa 2 anni) è di introdurre nel sistema giuridico "l’affidamento familiare internazionale" per minori non adottabili di età superiore ai 9-10 anni. Due le possibilità: un affido temporaneo a progetto (cure sanitarie, studio, formazione professionale) presso coppie o single oppure un affido che possa sfociare in un’adozione per le famiglie già dichiarate idonee. Tra i relatori, Pasquale Andria, presidente dell’Associazione italiana dei magistrati per i minorenni, che ha giudicato positivamente la proposta dell’adozione aperta per "garantire un ambiente familiare più stabile e preservare i rapporti con la famiglia di origine". Riguardo alle adozioni internazionali Andria non si è detto "contento dell’aumento delle cifre, che segnalano una terribile tragedia planetaria" e ha invitato a "non pensare l’adozione solo in funzione delle coppie ma in funzione del bambino". Si è inoltre espresso contro i "soggiorni solidaristici per i minori stranieri" come quelli che ospitano i bambini di Chernobyl, "nati per il diritto alla salute dei bambini ma che poi fanno un uso distorto e adultistico di questo strumento".