SANTUARI: MONS. LIBERATI (POMPEI), “PRONTO SOCCORSO DELLA CHIESA”

” “La domenica è diventata “il tempo degli itineranti, che si muovono per le più svariate ragioni. In tal senso, i santuari costituiscono il pronto soccorso della Chiesa perché diventano i luoghi privilegiati dove il cristiano irregolare soddisfa molte esigenze della sua vita”. Lo ha detto al Sir il vescovo prelato di Pompei, mons. Carlo Liberati, mentre è in corso fino al 25 novembre a Bitonto (Bari) il XXXIX Convegno nazionale dei rettori e operatori dei santuari d’Italia su “La domenica nei santuari: quale pastorale?”. Il santuario permette, a giudizio di mons. Liberati, di accostarsi con maggiore facilità ad alcuni sacramenti. “Nelle parrocchie – osserva – ci sono meno messe di un tempo; a ciò si aggiunge il fatto che i pochi sacerdoti sono costretti, di domenica, a trasferirsi da una chiesa all’altra: così finiscono per fare frettolosamente anche le celebrazioni religiose e non hanno più tempo per amministrare il sacramento della penitenza” mentre oggi “il penitente, confuso e disorientato, sente la necessità di parlare a lungo confrontandosi con il sacerdote”. La pastorale, pertanto, deve essere “di grande accoglienza e benevolenza, di squisita sensibilità, di comprensione, di affetto, di confronto con i sacerdoti”. Indispensabile per mons. Liberati anche “una liturgia agile”. “La santa messa e le altre celebrazioni liturgiche” siano “scandite, poi, dai canti popolari della pietà religiosa, perché nel santuario viene il popolo di Dio”. In Italia i santuari sono più di 4mila: l’80% è dedicato alla Madonna.