REPORTER SENZA FRONTIERE: UNA GIORNATA A SOSTEGNO DEI GIORNALISTI PRIGIONIERI NEL MONDO

 Oltre 620 giornalisti sono stati uccisi negli ultimi 15 anni, di cui 31 in Iraq dall’inizio del conflitto; 128 giornalisti sono attualmente prigionieri (di essi 27 sono in Cina e 26 a Cuba) e più di 1450 reporter sono stati indagati, picchiati, minacciati di morte, rapiti o maltrattati, mentre dal gennaio 2004 sono state censurate più di 320 testate. Solo quest’anno, 45 giornalisti e 14 collaboratori dei media hanno perso la vita per aver passato informazioni a “Reporter senza frontiere”, l’associazione che difende l’esercizio della libertà di stampa nel mondo, provvedendo a finanziare le spese legali nei processi a carico di giornalisti, accordando delle borse di assistenza alle famiglie più bisognose, accogliendo i giornalisti costretti ad abbandonare il proprio paese e sensibilizzando l’opinione pubblica su questi temi. A sostegno dei giornalisti prigionieri, Reporter senza frontiere organizza, nella giornata di oggi, una giornata di mobilitazione di tutti i media nazionali e internazionali e pubblica un album di immagini che il fotografo Jean Dieuzaide dedica alla libertà di stampa, in vendita presso le edicole che trattano stampa estera e le grandi librerie. Sono più di 200 le redazioni nel mondo, i circoli della stampa, festival o premi giornalistici, che hanno già deciso di sostenere un giornalista prigioniero o un cyberdissidente. Questa 15a edizione della giornata è dedicata a Christian Chesnot e Georges Malbrunot, ostaggi in Iraq da oltre due mesi.