” “Le riprese della fiction su don Gnocchi, (in onda lunedì 29 e martedì 30 novembre alle 21 su Canale 5), hanno preso il via nel mese di aprile 2004 e sono durate poco più di tre mesi, con set allestiti in Bulgaria (per le scene di guerra) e a Torino. Alcuni giorni fa, nella chiesa del centro “Santa Maria Nascente” della Fondazione, a Milano, dove è sepolto il “papà dei mutilatini”, l’arcivescovo Dionigi Tettamanzi ha firmato i Decreti di istituzione del Tribunale diocesano, presiedendo la prima sessione pubblica del processo su un presunto miracolo, in vista della beatificazione del venerabile. “L’occasione della messa in onda del film – dice mons. Angelo Bazzari, presidente della Fondazione – richiama a tutti il dovere di curvarsi verso i più bisognosi, perché l’esempio della pietà coraggiosa di don Gnocchi continui a commuovere, a parlare, a indurre a ripetere il suo gesto amoroso verso tanti piccoli, grandi sventurati”. La Fondazione che porta il nome del sacerdote “ha ampliato nel tempo spiegano nella sede milanese – il proprio raggio d’azione a favore soprattutto di ragazzi portatori di handicap, affetti da complesse patologie, ma anche nei confronti di pazienti di ogni età che necessitano di interventi riabilitativi neurologici, cardiologici, respiratori. Dagli anni Ottanta l’attività si è estesa all’assistenza degli anziani, in prevalenza non autosufficienti”. La Fondazione conta oggi 3.400 operatori presenti in 25 centri distribuiti in nove Regioni. Don Carlo Gnocchi (San Colombano al Lambro, 1902 – Milano, 1956), cappellano militare in Albania e in Russia, poi sostenitore della lotta partigiana, creò nel 1949 la fondazione Pro infanzia mutilata (dal 1953 Pro juventute), dedicando tutta la vita ai ragazzi bisognosi, ai sofferenti e sostenendo, in anticipo sui tempi, la ricerca medica, la lotta alla poliomielite e la donazione di organi.