CONFLITTI DIMENTICATI: ERANO 19 NEL 2003 LE NUOVE GUERRE "CRONICHE E INFINITE"

 19 conflitti armati in corso nel mondo nel 2003 (erano 24 nel 2001), secondo una tipologia di "nuova guerre" ossia "infinite, croniche nel tempo e diffuse nello spazio, con connessioni a sistemi economici o a interessi geopolitica internazionali".Il 90% continuano ad esplodere nei Paesi in via di sviluppo, con l’aumento delle morti dei civili rispetto ai militari. E’ quanto emerge dalle anticipazioni della ricerca sui conflitti dimenticati promossa da Caritas italiana, Famiglia Cristiana e Il Regno, presentate oggi a Roma. Uno studio effettuato a tre anni di distanza dalla prima ricerca, che ha evidenziato stavolta, forse anche grazie agli esiti del primo volume, "una crescente attenzione al tema dei conflitti dimenticati", come ha fatto notare don Vittorio Nozza, direttore della Caritas italiana. Dei 19 conflitti "attivi" nel 2003, 5 superano i 1000 morti in combattimento in un anno: India-Kashmir, Liberia, Nepal, Indonesia e Iraq. Il volume parla di oltre 100.000 vittime dall’inizio dell’occupazione in Iraq, mentre nel Darfur (Sudan) c’è chi denuncia il genocidio. Tra gli altri scontri, elenca quelli in Costa d’Avorio, ad Haiti, in Colombia, Filippine, Indonesia, Israele-Palestina, Algeria. Scenari internazionali "sempre più caratterizzati da cronicità del conflitto – ha osservato don Nozza – all’interno del quale diventa sempre più difficile distinguere le fasi di guerra da quelle di pace". Don Nozza ha puntualizzato, sulla base dei dati della ricerca,  che "non esiste scontro tra civiltà. E’ in atto invece uno scontro di fondamentalismi". "Quanto accaduto in Iraq – ha sottolineato – deve spingerci a moltiplicare i nostri sforzi in favore di una cultura di pace e solidarietà, senza dimenticare gli altri conflitti che insanguinano la terra". Anche perché, ha aggiunto don Lorenzo Prezzi, direttore de Il Regno, ad un anno dalla conclusione della guerra, "emerge l’impertinenza delle analogie su cui si fondavano i giudizi dell’amministrazione americana: la prima è che la fine di Saddam avrebbe visto esplodere la fame di democrazia come nell’est Europa; la seconda è che l’eventuale pacificazione irachena avrebbe avuto immediato riscontro sull’intera area mediorientale".” ”