” “”La celebrazione eucaristica domenicale non può esaurirsi dentro le nostre chiese, ma esige di trasformarsi in servizio di carità”. Lo scrive il Consiglio episcopale permanente della Cei in una Lettera dal titolo “Senza la domenica non possiamo vivere”, presentata questa mattina a Bari, nel corso di una conferenza stampa, in preparazione al XXIV Congresso Eucaristico nazionale (Bari, 21-29 maggio 2005). “La celebrazione eucaristica domenicale – spiegano i vescovi – genera un’onda di carità, destinata a espandersi in tutta la vita dei fedeli, trasformando il modo stesso di vivere il resto della domenica. Si tratta di gesti profondamente umani e semplici che esprimono e realizzano la solidarietà, la condivisione, la speranza di un futuro migliore, la liberazione integrale dell’uomo. A volte sarà il dono di una parola, di una visita, di un sorriso a far sperimentare a chi è solo che anche per lui è domenica. La domenica è, dunque, anche giorno dell’uomo”. Come aiutare i battezzati a riscoprire tutta la ricchezza custodita e donata dalla domenica? Secondo i vescovi, “perché ci sia un vero coinvolgimento e una reale e profonda partecipazione, perché il clima festoso sostenuto dai canti e dai gesti sia autentico, è necessario arrivare alla celebrazione preparati e motivati. L’improvvisazione e la superficialità, personale o comunitaria, non possono che produrre indifferenza, senso di disagio, o addirittura noia”. “Molto difficilmente concludono – si potrà recuperare la centralità della domenica nella vita della parrocchia, se non si avranno dei momenti in cui giovani, adulti e anziani si ritrovino non solo per prepararsi alla celebrazione eucaristica domenicale ma anche per essere da questa ‘provocati’, così che tutta la vita e l’agire pastorale della comunità siano da essa interpellati, illuminati e sostenuti”.