” “”Un gesto di grande fraternità e delicatezza che facilita le relazioni. Un ulteriore stimolo a rinsaldare i vincoli e proseguire il dialogo ecumenico in Turchia”. Lo ha detto al Sir il portavoce dei vescovi turchi, mons. Georges Marovitch, commentando la consegna delle reliquie di san Giovanni Crisostomo e di san Gregorio Nazianzeno, che avrà luogo, domani, 27 novembre, in Vaticano, con il Papa e il patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I. “I cristiani ha proseguito il portavoce – sono solo una piccola minoranza ed hanno bisogno gli uni degli altri per far sentire la loro voce, specialmente adesso che la Turchia sta facendo di tutto per entrare in Europa”. A riguardo mons. Marovitch ha ricordato la necessità di “applicare la legge, votata, che garantisce più libertà a tutte le confessioni religiose. Per questo aspettiamo l’apertura del seminario ortodosso dell’isola di Halki (Istanbul) che è chiuso da più di 30 anni e che ha costretto il Patriarcato a formare i suoi sacerdoti all’estero. Cosa per niente affatto normale. Della sua riapertura si parla ormai da più di un anno ma senza esito. Speriamo che sia la volta buona”. La consegna delle reliquie anticipa la festa di Sant’Andrea, patrono della Chiesa di Costantinopoli e del Patriarcato ecumenico, che si celebra il 30 novembre. Come tradizione alle celebrazioni partecipa anche una delegazione della Santa Sede, guidata dal card. Kasper, presidente del Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani. La presenza a Istanbul della delegazione ricambia quella degli inviati del Patriarca ecumenico che ogni anno, il 29 giugno, si associano a Roma alla festa dei santi Pietro e Paolo. “La delegazione pontificia dice al Sir mons. Eleuterio Francesco Fortino, sottosegretario del già citato Consiglio partirà domani con l’aereo del Patriarca Bartolomeo. Domenica, nella cattedrale cattolica di Istanbul, il card. Kasper celebrerà una messa per l’inizio dell’Avvento. Seguiranno poi delle ‘conversazioni’ tra la delegazione pontificia e la Commissione sinodale ortodossa per i rapporti con la Chiesa cattolica e la tradizionale celebrazione nella chiesa patriarcale di San Giorgio al Fanar”.