” “Delicato è anche il rapporto con i genitori, quando due giovani decidono di sposarsi. “Sarebbe opportuno dichiara don Sergio Gianelli che i genitori si defilassero un po’ in questa fase e riuscissero a suscitare nei figli il desiderio di chiedere loro consiglio, senza imporsi”. Un ruolo importante, invece, nella preparazione dei fidanzati, a giudizio di don Domenico Pompili, devono averlo coppie mature e collaudate, che possono offrire una testimonianza credibile ed interessante. Suscita, invece, qualche perplessità l’idea di svolgere corsi differenziati a seconda del cammino personale dei fidanzati nella chiesa. “Molti dei giovani che vengono da noi per la preparazione prematrimoniale spiega don Mario Pistilli non frequentano la parrocchia da 9/10 anni. La loro richiesta costituisce per noi una provocazione perché dobbiamo annunciare loro la bella notizia del Vangelo e dell’amore cristiano”. No a corsi differenziati, quindi, mentre è bene, per don Mario, “servirsi di coppie di fidanzati in cammino in gruppi o associazioni per fornire ai loro coetanei una valida testimonianza della bellezza dell’amore”.
Per don Pompili è importante non dimenticare che i fidanzati sono portatori di tre valori, significativi anche per la comunità cristiana di riferimento: “il raccoglimento, la capacità di riconoscere il bello e il buono con sguardo quasi contemplativo, il vivere l’esperienza della sessualità non schiacciata sulla genitalità”. Il sacerdote ha anche evidenziato la necessità di pensare a percorsi dopo il matrimonio. “Sono tantissime le coppie ha sostenuto che entrano in crisi nei primissimi tempi. Per non lasciare soli i novelli sposi è necessario un coinvolgimento delle coppie esperte, che li affianchino in questi momenti difficili di adattamento”.