” “”Per essere comunicatori credibili, dobbiamo essere uomini e donne di silenzio, capaci di riflessione silenziosa, di osservazione silenziosa, di carità senza ostruzione”. E’ la proposta che mons. John Foley, presidente del Pontificio Consiglio per le comunicazioni sociali ha fatto ieri mattina ai circa 800 professionisti della comunicazioni (giornalisti, registi, autori di tv e cinema, studenti), provenienti da 42 paesi del mondo riuniti per il congresso internazionale promosso a Castel Gandolfo (Roma) da NetOne, espressione nel campo dei media del Movimento dei Focolari. Il convegno dal titolo “Il silenzio e la parola. La luce” si è concluso ieri con una tavola rotonda alla quale hanno partecipato giornalisti, registi ed editori di differenti religioni. “E’ un paradosso ha detto mons. Foley ma la parola è comunicata nel silenzio”. E questo ha aggiunto è soprattutto vero in un momento in cui “troppe persone parlano superficialmente. Ecco perché a noi è chiesto di parlare dal profondo del nostro essere e della nostra fede”. Si tratta allora di essere testimoni più che comunicatori perché ha concluso Foley – “quello che siamo, comunica molto più di quello che diciamo”. Sulla stessa linea, l’intervento del regista Alessandro D’Alatri che ha lanciato una dura accusa alla tv. “Non mi ritrovo ha detto con una certa televisione che cerca una vittima a tutti i costi per ammazzarla alla pubblica gogna. Credo sia una nuova forma di integralismo che immette nella società un veleno che intossica tutti, alla fine anche chi lo produce”. Una proposta concreta di “boicottaggio” è arrivata da Ela Ghandi, nipote del Mahatma Ghandi. “Se le persone decidono di non comprare più una certa produzione editoriale o di non vedere certi film e programmi tv che vanno contro i loro valori, allora posiamo fermare il sistema”. “Se davvero siamo preoccupati per i nostri figli ha concluso la giornalista dobbiamo cambiare il mondo e farlo rapidamente, altrimenti saremo solo spettatori di un mondo che viene distrutto”.