"Le imprese cooperative agiscono in funzione anticiclica rispetto alle congiunture recessive o distorsive, dando la possibilità ai disoccupati, ai giovani e alle donne di creare il lavoro da se stessi o, a chi aspira al bene della casa, di ottenerlo a prezzi accessibili": è quanto affermato da Luciano D’Ulizia, presidente dell’Unione nazionale cooperative italiane (Unci), organismo che rappresenta 7 mila cooperative e i 600 mila cooperatori che ne fanno parte, in apertura del VI Congresso nazionale in corso a Roma (fino a domani). "Il Pil cooperativo italiano ha sottolineato D’Ulizia rappresenta circa il 10% del Pil complessivo; le imprese cooperative del sistema Unci hanno creato nell’ultimo quadriennio 40.776 nuovi posti di lavoro e le 626 cooperative sociali aderenti hanno erogato servizi di qualità socio-sanitari a non meno di 630 mila cittadini disabili e svantaggiati". D’Ulizia ha anche ricordato come l’Unci abbia "creato lavoro e accoglienza per gli immigrati, organizzandoli in cooperative di produzione e introducendo nei loro paesi di provenienza la funzione cooperativa attraverso il Consorzio sociale per l’integrazione tra le culture (Consic)". Secondo il presidente uscente dell’Unci "è legittimo sostenere che il ‘mercato’ delle istanze inevase, cioè la domanda sociale inesaudita, trovi nel sistema cooperativo le possibilità di esaudimento e che questa funzione dell’economia cooperativa superi quella che viene definita ‘antitesi tra mutualità e sviluppo’". ” ”