La Caritas di Roma ha lavorato in Ucraina per un anno, con un progetto illustrato da Lê Quyên Ngô Dình, responsabile del settore immigrazione, durante il convegno sulla tratta di esseri umani che si è svolto oggi a Roma. "Ci siamo resi conto di molti nostri cliché ha detto -. Le donne trafficate non sono minorenni inconsapevoli ma donne di 25-28 anni che vengono ingannate con la prospettiva di un lavoro onesto in Italia e si trovano invece in circuiti diversi. C’è quindi una disponibilità iniziale mal riposta, mentre da parte della società ucraina c’è una diffusa omertà a riconoscere che le persone erano in parte consapevoli". Secondo Pier Luigi Vigna, procuratore nazionale antimafia, assistiamo ad una sorta di "criminalità consensuale", senza "una vera distinzione tra carnefice e vittima, per questo diventa sempre più difficile rompere questo legame". La soluzione, a suo avviso, "non è la penalizzazione del cliente ma la prevenzione". Bruno Brattoli, presidente della Commissione interministeriale tratta, ha elencato alcune cifre: dal 2000 al 2004 sono stati approvati 296 progetti di protezione sociale, 28.000 persone contattate e accompagnate ai servizi sociali, 7000 inserite nei progetti, di cui 5370 seguono corsi di formazione e 3500 svolgono attività semi-lavorative. Buoni i risultati nei numeri ma scarsi i fondi, "ancora l’equivalente dei dieci miliardi di vecchie lire stanziate", mentre i progetti necessitano di "attenta vigilanza sulla gestione".” ”