” “Per “elaborare una cultura politica e sociale comune”, ci vogliono laici sempre più “protagonisti”, cioè capaci di uno “sforzo del pensiero” e di un'”azione unitaria” in grado far uscire la dottrina sociale dagli ambienti esclusivamente “clericali”. Lo ha detto mons. Giampaolo Crepaldi, segretario del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, aprendo l’incontro di presentazione del Compendio sulla dottrina sociale della Chiesa, organizzato dall’Ufficio Cei per la pastorale sociale e il lavoro per illustrare al mondo delle associazioni e dei movimenti ecclesiali la nuova opera, pubblicata dal citato dicastero pontificio il 25 ottobre scorso. “Quando i cattolici non sono in grado di cogliere la propria fede come verità, non saranno certamente in grado di cogliere e valorizzare il valore universale della propria dottrina sociale e la interpreteranno solo come un contributo tra gli altri, confondendo la sua storicità con la relatività”, ha ammonito Crepaldi mettendo in guardia dalla “retorica della tolleranza” tipica della cultura attuale. Il Compendio, secondo l’esponente vaticano, potrebbe diventare “occasione e stimolo per realizzare momenti e percorsi di formazione comune per i laici impegnati nelle associazioni e nei movimenti, a partire dai dirigenti e dai quadri”: a patto, però, che essi siano in grado di “pensare ed agire insieme”, senza annullare le loro rispettive identità ma attraverso la capacità di realizzare “progetti concreti e di ampio respiro” a servizio della società.