CROCIFISSO A SCUOLA: CAMPOLEONI, “NON DEVE DAR FASTIDIO” PERCHÉ È “UNA RISORSA”

“Il pronunciamento della Consulta sul crocifisso nelle aule scolastiche dovrebbe diventare l’occasione per una riflessione serena sulla questione dei simboli cristiani nella scuola”: è quanto si augura Alberto Campoleoni in una nota per il Sir. Secondo Campoleoni, esperto in scuola ed educazione, non va “cercata nella legge o in un regolamento l’unica motivazione per l’eventuale presenza di simboli religiosi negli ambienti pubblici” ma, piuttosto, nel “richiamo a tradizioni condivise che hanno segnato la storia e la cultura del popolo italiano più di altre”. Si tratta, insomma, “di un richiamo non tanto alla religiosità, ma al suo radicamento nella nostra storia e alla sua capacità di ‘fecondarla’”. In questa prospettiva, la presenza del crocifisso in particolare nella scuola “luogo di elaborazione culturale della storia e delle tradizioni di un popolo”, non deve “dare fastidio” ma, piuttosto, essere considerata “una risorsa in vista di quel compito che la scuola persegue di integrazione, promozione di conoscenze, maturazione delle persone”. Con attenzione al fatto che “accostarsi ‘laicamente’ al crocifisso come al presepe, non significa mistificare il significato autentico dei simboli: il crocifisso è sempre l’icona di Gesù Cristo, salvatore del mondo per i cristiani e sono i cristiani che lo innalzano”. Infatti, “solo la comprensione reale dei simboli religiosi li rende occasione di dialogo e confronto anche con altri universi culturali”.