Il bene comune e la cittadinanza mondiale: questi, per il Santo Padre, nel messaggio per la Giornata mondiale della pace diffuso oggi, i temi legati all’impegno a favore della pace. Il bene comune, inteso come "ricerca costante del bene altrui come se fosse proprio", compete in particolare all’autorità politica; "visioni riduttive della realtà umana – afferma Giovanni Paolo II – trasformano il bene comune in semplice benessere socio-economico, privo di ogni finalizzazione trascendente. Il bene comune, invece, riveste anche una dimensione trascendente, perché è Dio il fine ultimo delle sue creature". Poiché il bene della pace è strettamente collegato allo sviluppo dei popoli, è inoltre "indispensabile tener conto delle implicazioni etiche dell’uso dei beni della terra". "L’appartenenza alla famiglia umana conferisce a ogni persona una specie di cittadinanza mondiale, rendendola titolare di diritti e doveri, essendo gli uomini uniti da una comunanza di origini e di supremo destino": "basta che un bambino venga concepito – afferma il Santo Padre – perché meriti attenzioni e cure e qualcuno abbia il dovere di provvedervi". La comunità internazionale è chiamata a regolamentare "con una rete sempre più ampia di accordi giuridici" il godimento dei "beni pubblici", quei beni cioè di cui "tutti i cittadini godono automaticamente" e che rispondono agli "interessi comuni" di un "mondo investito in pieno dal fenomeno della globalizzazione": lotta alla povertà, ricerca della pace e della sicurezza, preoccupazione per i cambiamenti climatici, controllo della diffusione delle malattie. (segue)