” “Sono 31.777 (anno accademico 2002/03) gli studenti stranieri nelle università italiane, ossia il 2% del totale, una percentuale minore rispetto agli altri paesi europei. La maggioranza (41,9%) proviene da paesi extra-Ue, il 32,4% dall’Europa a 15. Le donne sono il 56,3%. Sono alcuni dati di uno studio promosso dall’Ucsei (Ufficio centrale studenti esteri in Italia) e realizzato da alcuni ricercatori Istat-Ministero dell’Istruzione, presentato oggi a Roma durante un seminario sul tema “Studiare nelle università italiane: la partecipazione, le scelte, i risultati degli studenti stranieri. Breve analisi di una decennio di trasformazioni”. Secondo l’Ucsei dai primi anni ’50 ad oggi sono più di 60 mila i giovani di oltre 100 paesi del mondo che hanno studiato e si sono laureati nelle università italiane. Inoltre oggi si sta affermando, spiega l’Ucsei, “anche grazie ai programmi comunitari Socrates ed Erasmus, una nuova mobilità di studenti e di ricercatori nell’ambito dell’Unione europea, compresi i paesi che vi sono entrati nel 2004. In questo caso è una mobilità di grande importanza, ma di breve durata”. Una mobilità di tipo diverso, “che corrisponde a scelte più radicali da parte dei giovani: seguire l’intero corso dei propri studi universitari o, in misura minore, post universitari, in Italia”, sono le “migrazioni intellettuali”. Riguardano, in particolare, “i giovani che provengono dai paesi meno avanzati, dove assai minori sono le possibilità di fare studi superiori”: “Si tratta di realizzare la propria formazione in un paese economicamente e socialmente più sviluppato, per poi o ritornare nel proprio paese e portarvi le proprie competenze e il proprio impegno professionale e civile oppure restare nel paese ospite e costruirvi la propria vita”. Nel corso del seminario è stato presentato un volume che analizza l’ultimo decennio della presenza degli studenti stranieri nelle università italiane: da quali paesi provengono, in quali atenei si iscrivono, quali facoltà scelgono, quali risultati raggiungono, quali trasformazioni e quali gli aspetti di criticità incontrati.