” “”Sono qui per un duplice motivo: dare un segnale di riconoscimento alla presenza delle Acli in questi quartieri che non è di ieri, una presenza che si scontra con i mille problemi del quotidiano ma che ha saputo durare, malgrado la situazione di particolare disagio e abbandono di questi rioni per problemi antichi, presenti dalla loro stessa costituzione”. È quanto ha affermato il presidente nazionale delle Acli, Luigi Bobba, giunto questa mattina, a Napoli, per visitare i quartieri di Secondigliano e Scampia, teatro, negli ultimi tempi, della faida della camorra che sta seminando sempre nuove vittime. Le Acli sono presenti, ormai, in quest’area da una trentina d’anni. Il secondo motivo che ha condotto qui Bobba, è stato dare un segnale forte alle Istituzioni: “Riconosciamo il grande lavoro svolto finora dal sindaco di Napoli ma siamo convinti adesso dell’urgenza di un vero e proprio patto tra le Istituzioni locali, le realtà organizzate del sociale e le parrocchie. Solo in questo modo, infatti, c’è la possibilità di vincere la rassegnazione e di costituire delle presenze ordinarie di servizio, reti sociali che siano un tessuto su cui costruire una normalità, una cittadinanza che non sia legata all’emergenza ma al poter vivere serenamente nella propria comunità”. Questa mattina, Bobba ha incontrato alcuni dei simboli della voglia di riscatto di questi quartieri: don Vittorio Siciliani, “parroco di frontiera” della chiesa della Resurrezione e gli oltre 200 volontari dell’Avog presso l’Opera “Don Guanella”. Qual è l’umore della gente? “Sicuramente risponde Bobba – c’è voglia di combattere, di uscire dall’isolamento, ma c’è anche una forte richiesta che lo Stato eserciti una funzione di contrasto in forme non eccezionali ma ordinarie. Tutti colgono la necessità che le reti del civile stringano questo patto di ferro con le Istituzioni locali perché altrimenti è difficile affrontare i problemi che questa realtà presenta”. Le Acli, dunque, attraverso il loro presidente nazionale, propongono con forza “questa rete in cui ci si muove tutti insieme e non in forma isolata: parrocchie, associazioni di volontariato, organismi come le Acli, istituzioni locali. Solo lavorando insieme conclude Bobba – c’è qualche possibilità di vincere questa sfida altrimenti troppo difficile”.