MIGRAZIONI: LETTERA DEL CONSIGLIO EPISCOPALE PERMANENTE, "TUTTA LA COMUNITÀ CRISTIANA SIA COINVOLTA" (2)

Una "pastorale d’insieme" per i migranti da applicare nei diversi ambiti della vita quotidiana: "catechesi, catecumenato, liturgia, carità, pastorale scolastica, pastorale familiare, pastorale giovanile, vocazionale, missionaria, ecumenica, pastorale del lavoro, della salute, della comunicazione e della cultura". Riguardo alla "cura pastorale dei migranti cattolici", ad esempio, i vescovi fanno un avvertimento: "Occorre evitare che essi divengano realtà chiuse e favorire un contatto organico con la realtà parrocchiale". E ricordano altri ambiti come il dialogo ecumenico, la "missione ad gentes nelle nostre Chiese" (che interpella anche i sacerdoti fidei donum e chi ha esperienza di missione), la carità e promozione umana (che possono essere "efficaci strumenti di evangelizzazione, se riescono a far emergere le ragioni di fede che sostengono nel loro cuore il gesto della carità"), la pastorale familiare. Questa, in particolare "dovrà dedicare particolare attenzione alle famiglie degli immigrati, coinvolgendo anche altre istituzioni, come i centri per la vita e i consultori familiari. Sarà utile inoltre il collegamento con chi può interessarsi dei ricongiungimenti familiari, del problema abitativo, degli asili nido, delle scuole materna e delle varie forme di assistenza sociale". Altri ambiti importanti sono quello dei minori e dei giovani nelle "parrocchie, gruppi culturali, sportivi e di solidarietà, oratori, scuole e ogni altro ambiente" e quello dei lavoratori, visto che gli immigrati "a motivo della loro situazione precaria, spesso accettano occupazioni umili e poco gratificanti, e non poche volte sono costretti a subire forme svariate di sfruttamento, con pregiudizio della salute, dell’unità familiare e del cammino d’integrazione". Per loro "occorre predisporre iniziative per qualificare questi lavoratori e aiutarne l’assunzione di responsabilità, in particolare favorendo la loro formazione anche professionale e coinvolgendoli, insieme ai lavoratori italiani, nella salvaguardia dei propri diritti". Tra le altre situazioni in cui la comunità cristiana è chiamata ad agire i vescovi citano "la visita e assistenza agli stranieri negli ospedali e nelle carceri, le scuole di alfabetizzazione e di cultura italiana, l’approccio alla pubblica amministrazione, gli interventi contro la tratta delle donne straniere e la lotta al razzismo e all’intolleranza"” “