TERRA SANTA: SABBAH (PATRIARCA GERUSALEMME), "I DUE POPOLI SONO DESTINATI A VIVERE INSIEME IN PACE" (2)

Nel suo messaggio Sabbah non manca di criticare "il muro di separazione" israeliano. Per il Patriarca "non separerà e non proteggerà. Al contrario, farà crescere l’odio, l’ignoranza dell’altro, e dunque l’ostilità al suo riguardo, la violenza e l’insicurezza. Occorre cercare, in tutta umiltà, le cause della violenza. Nell’umiltà e la sincerità, occorre ascoltare i gridi dei poveri e degli oppressi. Porre fine alle oppressioni ed alle umiliazioni imposte ai Palestinesi e porre fine al timore e l’insicurezza degli Israeliani. Ciò significa anche porre fine agli approfittatori dell’oppressione e della povertà". "Il muro di separazione – aggiunge – non farà le frontiere sicure. Solo i cuori amici sono le frontiere sicure. Con i cuori amici, tutte le frontiere diventeranno un puro simbolo; saranno straripate dalla vita e dalla gioia della pace e della fraternità". "I capi religiosi – si legge nel messaggio – hanno un doppio ruolo in questi giorni: continuare ad insistere sulla giustizia, sulla dignità umana, sulla sicurezza e sulla fine dell’occupazione, ma allo stesso tempo, hanno il dovere di mostrare le vie della pace. Poiché nessuno dei due popoli è condannato a continuare ad offrire la morte ai suoi giovani. Ogni popolo ha la volontà ed il diritto di vedere i suoi giovani vivere come tutti i giovani del mondo. Gli Israeliani non sono condannati a vivere eternamente nell’insicurezza e nella guerra. I Palestinesi, anche loro, non sono condannati a richiedere eternamente la fine dell’occupazione e restare per ciò sui cammini della morte". "Celebriamo, dunque, il Natale e rallegriamoci, per rinnovare le nostre energie, per potere pazientare e superare le forze del male nella nostra terra. Celebriamo – conclude – il Natale, preghiamo, intensifichiamo le preghiere, digiuniamo e purifichiamo i nostri cuori e le nostre intenzioni affinché questa festa ci riempi di santità, di vita, d’amore e della forza dello spirito con la quale arriveremo a costruire una pace che sembra molto difficile se non impossibile".
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