"E’ certamente indispensabile l’impegno più sincero e concreto perché l’attuale evoluzione storica vada il più possibile nel senso della pace e della solidarietà, specialmente nei confronti di quelle nazioni che rimangono in condizioni di miseria estrema, e talvolta ancora aggravantesi". Lo ha detto il card. Camillo Ruini, intervenendo al VI Forum del progetto culturale che per iniziativa della Cei si è aperto questa mattina a Roma sul tema “A quarant’anni dal Concilio. Ripensare il Vaticano II, di fronte alle attuali sfide culturali e storiche”. Tracciando l’atteggiamento da assumere oggi, "come popoli di matrice religiosa e culturale cristiana", il card. Ruini ha precisato che "occorre essere consapevoli che, nel grande gioco della storia prossima futura anzi, ormai già iniziata , anche per noi non possono bastare le scienze e le tecnologie", ma è "necessario" sviluppare "il nostro proprio patrimonio civile, culturale e religioso, che fa perno sul ruolo centrale e sulla specificità irriducibile del soggetto umano, a loro volta difficilmente fondabili senza il riferimento a un Assoluto personale e libero". Da qui un monito. "Se invece lasciassimo deperire la nostra identità spirituale e culturale ha detto il cardinale – saremmo probabilmente costretti, per cercare il senso dell’esistenza personale e collettiva, a prendere a prestito contenuti e valori che non potrebbero non indebolire il carattere umanistico della nostra società. La stessa costruzione della comunità internazionale ha concluso Ruini – potrà forse ricevere aiuto da una prospettiva di questo genere per procedere oltre le attuali difficoltà". (segue)