” “”Ancora oggi sono evidenti i segni di un nuovo paganesimo” che “va a celarsi nelle pieghe del vivere quotidiano. Come tra Elia e i baal la lotta fu implacabile, così anche ora è necessario cogliere in questo profeta la stessa carica per abbandonare la tiepidezza e l’indifferenza che avvolgono l’occidente” e “restituire senso veritiero alla vita degli uomini”. Mons. Rino Fisichella, rettore dell’Università Lateranense, intervenendo stamani al XII Convegno nazionale teologico-pastorale dell’Opera romana pellegrinaggi (Orp) in corso a Roma fino a domani, ha proposto la figura del profeta Elia, la cui “storia è descritta come un continuo peregrinare”, come “segno che rimanda a cogliere il significato più profondo del mistero che fino alla fine del cammino va ricercato e contemplato”. “Saper coniugare i sei giorni lavorativi con la ‘sosta’” domenicale: è, in sintesi, quanto auspicato dal biblista e prefetto della Biblioteca ambrosiana, mons. Gianfranco Ravasi. “Oggi ha detto, riferendosi al riposo di Dio nel settimo giorno al termine della creazione, manca il senso della sosta e la giornata festiva appare un tempo vuoto da riempire con attività diverse da quelle degli altri giorni, ma non meno frenetiche”. Come “una foglia è costituita da una nervatura centrale e un tessuto connettivo che senza la nervatura si disperderebbe in polvere”, così sulla “‘sosta’ del settimo giorno, che è pienezza di senso, devono innervarsi i sei giorni dell’azione”.