“Il modello di Servizio civile volontario è occasione di cittadinanza attiva e di introduzione di forti elementi di solidarietà nella società italiana. Il nostro obiettivo è di avere 50-60 mila volontari. La questione aperta è però quella finanziaria. Il compenso dei volontari è 5 volte quello degli obiettori e lo stanziamento annuo è di soli 119 milioni di euro a fronte di una spesa prevista per il 2004 di 269 milioni”. A parlare è Massimo Palombi, direttore generale dell’Ufficio nazionale per il servizio civile, intervenuto questa mattina a Roma alla presentazione della ricerca della Fondazione Zancan di Padova. I numeri di quest’anno parlano di “37.800 volontari e 30.000 obiettori” e già si prevede che il prossimo bando di settembre 2004 favorirà l’ingresso di 12 mila giovani, “o anche di più”. “I problemi ci sono, non possiamo negarlo sottolinea Palombi. Intanto aspettiamo l’approvazione al Senato del progetto di legge e il confronto con le Regioni. Abbiamo chiesto che il loro ingresso sia spostato da giugno a dicembre perché siamo preoccupati che in qualche modo la qualità possa risentirne”. Un nodo importante su cui si lavora è la valenza nazionale del servizio: “I dati ci dicono che la maggior parte delle ragazze sono del Sud. Ma faremo ogni sforzo per mantenere e sostenere la grande tradizione di volontariato del Nord. L’esito delle adesioni del Centro-Nord è comunque confortante”. Nel 2003 i posti messi a bando sono stati 27.085, i volontari avviati 17.930 (il 48% provenienti dal Sud, il 30% dal Centro, il 22% dal Nord), i progetti 2.085, gli enti coinvolti 1.368. Il 52% dei giovani ha svolto servizio nell’ambito dell’assistenza, il 35% in cultura ed educazione, il 10% in ambiente e protezione civile. I progetti avviati nel 2003 all’estero sono stati 55. La regione del Nord con più volontari in servizio civile è il Piemonte con 1.100 ragazzi, seguita dall’Emilia Romagna con 930 e dalla Lombardia con 828.