Integrazione delle nazioni, riconoscimento delle particolarità, radici cristiane e “anima” europea, governo economico e governo politico. Questi gli spunti da cui prenderà il via a Roma domani (fino al 14) la riflessione su “Democrazia e società civile in Europa”, tema del XXIV Convegno Bachelet promosso, come di consueto, dall’Azione cattolica italiana e dalla Fondazione Istituto “Vittorio Bachelet”. Pensare ad “un’organizzazione democratica sovranazionale si legge nello strumento di lavoro predisposto – non significa prendere congedo dalla forma dello Stato nazionale”, bensì “andare nella direzione di un’integrazione in cui sia valorizzata l’unità nella pluralità”. E ciò significa “volontà di aprirsi a quel pluralismo che non proviene unicamente dall’interno del nostro continente, ma pure dall’esterno di esso”. La “democrazia europea”, peraltro, non può qualificarsi solo per il suo valore politico: per i promotori del convegno occorre ripensarne anche “le matrici culturali e valoriali”. Di qui il riferimento alle “radici cristiane dell’Europa”, tema che “chiama cattolici e non cattolici a misurarsi sulle ragioni ultime e sui fondamenti per cui ha senso impegnarsi per l’unità”. Infine, la necessità che la democrazia realizzi “un effettivo indirizzo e controllo politico dei processi attualmente guidati dal capitalismo” e sia capace di “imporre una sua linea sullo scenario mondiale”. Al convegno interverranno, tra gli altri, lo storico Giorgio Campanini e il vice presidente emerito della Corte costituzionale, Massimo Vari. La conclusione dei lavori è affidata alla presidente nazionale Ac, Paola Bignardi.