” “Fatti di cronaca come quelli di Frosinone dove un padre ha chiesto la separazione dalla moglie (colpevole a suo avviso di non essersi voluta sottoporre all’amniocentesi) a causa del “rifiuto” del figlio down evidenziano un “problema generale insito nella vita delle coppie”, spesso incapaci di “trovare la carica giusta per affrontare le difficoltà”, e nello stesso tempo costrette a fare i conti con “il mito della perfezione”, in base al quale “nella nostra cultura qualsiasi ‘difetto’ si può e si deve correggere, pena l’esclusione dalle regole del gioco”. Don Tonino Lasconi, esperto di questioni giovanili, commenta in questi termini al Sir la vicenda che ha fatto scalpore sui giornali, e che ora sembra aver portato il papà in questione ad un “ripensamento” sulla sua richiesta di separazione, grazie all’intervento di uno psicologo. “Alla prima difficoltà spiega Lasconi le coppie spesso reagiscono pensando già che non ce la faranno, e sono sempre meno ‘protette’ di fronte all’incapacità di accettare la realtà del limite”. Colpa anche, sostiene il sacerdote, di una “società ipocrita, che apparentemente invita a prendere in considerazione il ‘diverso’, l’handicappato, magari chiamandolo ‘diversamente abile’, ma in realtà spinge tutti ad essere perfetti, come i messaggi televisivi non si stancano di ripetere”. Per il mondo cattolico, concluse Lasconi, casi come questi sono “una spinta a convincersi che la Chiesa non può più parlare per spiegare o colpevolizzare, ma deve riproporre la bellezza e la grandezza della visione cristiana della vita, attraverso un tipo di annuncio convinto, forte ed efficace, capace di dire le ‘ragioni profonde’ della fede”.