“L’economia di mercato non è un referente onnicomprensivo”, altrimenti rischia di produrre lotte e disordini: lo ricorda mons. Ernesto Vecchi, vescovo ausiliare di Bologna, intervenuto oggi all’assemblea provinciale di Confcooperative. “La gestione delle risorse umane e finanziarie nel nuovo secolo – avverte mons. Vecchi – non deve considerare l’economia di mercato un referente onnicomprensivo, se non si vogliono introdurre nell’organizzazione sociale delle alterazioni che, a lungo termine provocano, da un lato, disordine, lotta, rivolta, dall’altro, una gestione spregiudicata delle risorse da parte di grandi e occulti potentati finanziari, col rischio della violazione dei diritti più elementari delle persone”. Anche nella società di libero mercato, precisa, “rimane il rischio di un nuovo ‘errore antropologico’, quando le risorse umane vengono abbandonate a se stesse o dimensionate secondo parametri inadeguati: per esempio, non è possibile comprendere l’uomo partendo solo dal settore dell’economia o dalle sole funzioni che l’individuo è chiamato a svolgere nell’organizzazione dell’impresa”. Per questo, “al di là della ricerca di visibilità sociale e di ruoli personali prestigiosi, oggi emerge il bisogno di cattolici preparati, in grado di irrobustire una ‘democrazia argomentativa’, che metta in campo la dottrina sociale della Chiesa, attraverso la dimensione della ragionevolezza della fede. La nostra democrazia, che oggi soffre di una crescente complessità e manca degli strumenti adeguati per gestirla e orientarla, ha bisogno di nuove forme, che garantiscano alla società civile spazi, anche inediti, di partecipazione”. Molti di questi temi verranno affrontati durante la 44a Settimana sociale dei cattolici italiani, che si terrà a Bologna dal 7 al 10 ottobre 2004.