” “Pubblichiamo la nota Sir di questa settimana – Ecco il Papa che ritorna sull’Europa, sull’identità dell’Europa e sulla sua radice cristiana. Lo fa in occasione della festa dei compatroni d’Europa, Cirillo e Metodio, festeggiati il 14 febbraio ed eclissati nel sistema della comunicazione e del consumo globalizzati dal pur santo vescovo di Terni, Valentino. Lo fa alla vigilia del grande allargamento. E ne parla proprio all’indomani dell’apertura di fatto, almeno in Italia, di una campagna elettorale per il rinnovo del Parlamento europeo in cui si parlerà probabilmente di tutto, salvo che di Europa.
” “Anche per questo può essere utile riprendere il filo del ragionamento di Giovanni Paolo II, che rilancia.
” “Rilancia l’idea dei “due polmoni”. C’è il dato religioso, alla vigilia di una importante visita della delegazione vaticana del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani a Mosca e c’è il dato culturale e politico. “Sono Nazioni ha detto il Papa riferendosi all’Europa slava – portatrici di una specifica ricchezza culturale e spirituale: in esse il Cristianesimo ha esercitato una straordinaria forza di coesione, nel rispetto delle loro peculiari caratteristiche”.
” “Un conto è la storia, un conto l’attualità, la realtà di un processo di trasformazione da un lato, dall’altro di impasse, che fa dell’Europa di oggi, dell’Europa allargata, un quadrante molto importante della storia. L’Europa insomma, proprio per la sua complessità e per le sue diversità, ma alla radice per la sua identità culturale e religiosa, non risulta un’area periferica nel sistema globalizzato o neo-imperiale, come da talune parti si legge, ma può rappresentare un crocevia fondamentale.
” “A patto che ritrovi, o approfondisca, il proprio dinamismo culturale e spirituale. Lo ribadisce il Papa: “L’incontro tra il Vangelo e le culture ha fatto sì che l’Europa diventasse un “laboratorio” dove, nel corso dei secoli, si sono consolidati valori significativi e duraturi. Preghiamo perché, anche ai nostri giorni, il messaggio universale di Cristo, affidato alla Chiesa, sia luce di verità e sorgente di giustizia e di pace per i popoli del Continente e del mondo intero”.
” “La sfida allora non è semplicemente rivolta alle istituzioni o agli Stati, all’Unione Europea o alla sua Costituzione ancora lungi da venire. La sfida è prima di tutto proprio per le Chiese e per i cristiani. Si tratta, nel senso proprio, di una “autosfida”, sulle forme, le condizioni, oggi, dell’incontro tra il Vangelo e le culture, da realizzare con creatività, con coerenza, con rinnovato impegno.
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