Nel giorno in cui ricorre la festa liturgica della Cattedra di San Pietro, “che pone in luce il singolare ministero, affidato dal Signore al Capo degli Apostoli, di confermare e guidare la Chiesa nell’unità della fede”, Giovanni Paolo II è tornato a pregare “affinché la Chiesa, nella varietà delle culture, delle lingue e delle tradizioni, sia unanime nel credere e nel professare le verità di fede e di morale trasmesse dagli Apostoli”. Durante l’Angelus di ieri il Papa ha ricordato che “in questo consiste il ‘ministerium petrinum’, quel servizio peculiare che il Vescovo di Roma è chiamato a rendere all’intero popolo cristiano. Missione indispensabile, che non poggia su prerogative umane, ma su Cristo stesso quale pietra angolare della Comunità ecclesiale”. E per prendere coscienza della Chiesa “come mistero di unità” ha invitato i fedeli a “fissare lo sguardo su Cristo”. La Quaresima, che mercoledì prossimo si aprirà “con l’austero e significativo rito dell’imposizione delle ceneri”, costituisce per il Pontefice, “un tempo privilegiato per intensificare questo impegno di conversione a Cristo. L’itinerario quaresimale diverrà così un’occasione propizia per esaminare con sincerità e verità se stessi, per rimettere ordine nella propria vita e nelle relazioni con gli altri e con Dio”. Il Papa non ha mancato di ricordare le vittime dell’attentato suicida compiuto nella mattina a Gerusalemme. Attraverso un telegramma inviato tramite il card. Angelo Sodano, segretario di Stato, a mons. Pietro Sambi, delegato apostolico a Gerusalemme ed in Palestina, il Papa ha espresso “ferma deplorazione per il nuovo brutale attentato e spirituale vicinanza ai parenti delle vittime” esortando “le autorità e i cittadini a non lasciarsi trascinare nella dinamica assurda della violenza ma ad intensificare l’impegno per affrettare l’ora della pace”.