CARCERE DI SAN SEVERO (FOGGIA): IL CAPPELLANO DENUNCIA L’ABBANDONO DEI DETENUTI TOSSICODIPENDENTI

” “Un appello alle istituzioni locali, affinché pongano fine alla grave crisi dell’Istituto di custodia attenuata per il recupero dei tossicodipendenti di San Severo (Foggia), privo dell’educatore da circa tre mesi, è stato lanciato dal cappellano del penitenziario, don Dino d’Aloia. A darne notizia oggi, la Caritas diocesana. “Nel nostro istituto a custodia attenuata, in cui possono venire solo detenuti che hanno commesso reati in condizione di tossicodipendenza, e in cui la legge prevede l’assoluta centralità dell’area educativa e di recupero – denuncia don d’Aloia – manca da circa tre mesi la figura dell’educatore che dovrebbe presiedere, sostenere e coordinare tali attività di recupero dei detenuti”. Lo scorso 3 dicembre, infatti, l’educatore in servizio è stato assegnato a nuova sede. “Questa mancanza – prosegue il cappellano- squalifica la specificità del nostro istituto che dovrebbe fare del recupero il suo fine essenziale”. A ciò si aggiunge che nel comprensorio di Foggia dove esistono tre istituti penitenziari (circa 750 detenuti) “opera un solo magistrato di sorveglianza”, per cui “le istanze presentate dai reclusi possono essere valutate ed accolte con molta lentezza”. Di qui “il senso di impotenza e di frustrazione dei detenuti”. Urgente, per don d’Aloia, l’impegno delle istituzioni “per porre fine a questa condizione di abbandono” dei reclusi; una situazione, denuncia, “grave in tutto il territorio italiano”, dove sembra “prevalere la logica della punizione rispetto a quella del recupero” e “su una popolazione di 55.682 detenuti ci sono solo 474 educatori (1 su 118)”.