” “Un’esortazione “all’aiuto e al sostegno per le tante famiglie cristiane della Terra Santa, che attendono un segno d’amore e di vincolo dai nostri Paesi”. A rivolgerla sono i vescovi svizzeri in un messaggio diffuso oggi per ricordare che le offerte raccolte durante la Quaresima e, in particolare nella Settimana Santa, offrono “una speranza ai cristiani martoriati in Terra Santa”. “Giorno per giorno – scrivono i vescovi – udiamo al notiziario o al telegiornale le notizie riguardanti la Terra Santa. Ne siamo colpiti eppure costruiamo una specie di barriera davanti ai nostri sentimenti. Dove scaturisce un segno di speranza, esso viene presto distrutto da nuova violenza. Innocenti diventano vittime di questa violenza e presto dimenticati, i bambini rapidamente”. Eppure, continuano, “i cristiani continuano a vivere in Terra Santa e la loro presenza non è inefficace. Tentano, in una situazione senza speranza, di seminare speranza. Dobbiamo aver cura di questi fratelli e sorelle nella fede che vivono nelle terre d’origine del cristianesimo”. Per questo i vescovi svizzeri invitano a “mostrare la nostra solidarietà con i fratelli e le sorelle in Terra Santa attraverso la colletta (offerte) della Settimana Santa. Inoltre, la nostra preghiera, i pellegrinaggi, i contatti personali come pure il sostegno finanziario possono offrire un aiuto magari piccolo, ma impregnato di spirito evangelico per lenire la situazione esplosiva in Oriente”. Con le offerte dei cattolici svizzeri, informa l’ufficio stampa della Conferenza episcopale svizzera, si sostengono in Galilea (Haifa) studenti arabi, dotati ma poveri, che già si impegnano nel campo sociale; in Siria si aiuta a costruire un centro parrocchiale; a Betlemme si sostiene la costruzione, già iniziata dai francescani, di appartamenti per i cristiani poveri.