ARRESTI IMAM CREMONA: DON RINI (VITA CATTOLICA – FISC) “NON IDENTIFICARE ISLAM E TERRORISMO”. “DIALOGO, UNICA VIA PER LA CONVIVENZA”

” “”Identificare Islam e terrorismo sarebbe un grave errore”; un “favore al terrorismo stesso”. È quanto afferma don Vincenzo Rini, direttore de “La Vita Cattolica” e presidente della Federazione Italiana Settimanali Cattolici, nel numero del settimanale della diocesi di Cremona oggi in distribuzione. Riferendosi agli imam della moschea cittadina fermati in questi giorni dalla Digos perché sospetti fiancheggiatori del terrorismo islamico, don Rini osserva che “la vicenda assume per la comunità cristiana cremonese un particolare rilievo” giacché l’ultimo arrestato, l’attuale imam Khalid Khamlich, aveva partecipato il 25 novembre scorso accanto al vescovo, mons. Dante Lafranconi, all’incontro interreligioso promosso dalla diocesi in occasione della conclusione del Ramadan. Di fronte alle accuse di eccessiva disponibilità verso i musulmani lanciate alla Chiesa cattolica, in particolare dalla Lega Nord, e alle quali il vescovo ha risposto ieri con un comunicato in cui, esprimendo fiducia alla magistratura, ribadisce la necessità che prosegua “il dialogo spirituale tra i credenti delle diverse religioni”, e chiede “sia tutelata la dignità delle famiglie” musulmane “non coinvolte nei reati”, don Rini sottolinea che il dialogo è l’unica “strada per una conoscenza che possa avviare un cammino verso la convivenza e il rispetto reciproco”. “Il vescovo e la comunità cristiana – aggiunge – non intendono identificare i terroristi con la religione islamica. Identificare Islam e terrorismo sarebbe un grave errore, dalle conseguenze seriamente negative; sarebbe un favore fatto al terrorismo stesso”. La Chiesa cremonese, pur vivendo “un’attesa densa di preoccupazione – conclude don Rini – continua la sua strada fedele al Vangelo, fatta di amore alla verità, di rispetto nei confronti dell’azione delle istituzioni civili e di impegno per la pace e la giustizia”.
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