"Una laicità ben compresa non deve essere confusa con il laicismo" e "non può cancellare le credenze personali e comunitarie". A ribadirlo è stato oggi il Papa, che ricevendo in udienza i vescovi francesi si è riferito indirettamente alla questione del divieto velo islamico nelle scuole, quando ha affermato: "Cercare di eliminare dal campo sociale questa dimensione importante della vita delle persone e dei popoli, oltre che i segni che la manifestano, sarebbe contrario ad una libertà ben compresa". "La libertà di culto ha aggiunto il Pontefice non può essere concepita senza la libertà di praticare individualmente e collettivamente la propria religione, né senza la libertà della Chiesa”. Tutto ciò, partendo dalla consapevolezza che "la religione non può essere relegata unicamente nella sfera del privato, con il rischio di negare tutto ciò che essa ha di collettivo nella sua vita propria e nelle azioni sociali e caritative che produce all’interno della società verso tutte le persone, senza distinzione di credo filosofico o religioso". Sul piano giuridico, il Santo Padre ha affermato che "ogni cristiano o ogni adepto di una religione ha il diritto, nella misura in cui ciò non mette a rischio la sicurezza e la legittima autorità dello Stato, di essere rispettato nelle sue convinzioni e nelle sue pratiche, in nome della libertà religiosa, che è uno degli aspetti fondamentali della libertà di coscienza". Citando la "forte presenza dei musulmani" in Francia, il Papa ha invitato i vescovi ad "intrattenere buone relazioni" con loro e a "promuovere il dialogo interreligioso".