AIDS: CARD. BARRAGAN (SANTA SEDE), LA PROPRIETÀ DEI BREVETTI “CESSA” SE È IN GIOCO LA VITA

“Quando è in gioco la vita delle persone, cessa anche la proprietà privata”, e ciò vale soprattutto per il diritto di accesso alle cure anti-Aids, per i quali “si è fatto molto” ma occorre “arrivare a dare a tutti i malati il diritto ai trattamenti, per tutta la vita”. Così il card. Javier Lozano Barragan, presidente del Pontificio Consiglio per la pastorale della salute, ha risposto alle domande dfei giornalisti nel corso della conferenza stampa di presentazione della XII Giornata mondiale del Malato, in programma a Lourdes, dal 9 all’11 febbraio, sul tema “L’Immacolata Concezione e la salute nelle radici cristiane dell’Europa”. Il “cocktail” di farmaci necessario per sconfiggere il virus dell’Hiv, ha fatto notare il presidente del dicastero pontificio, “costava 150 mila dollari all’anno, poi è sceso a 10 mila e ora ammonta a 350 dollari l’anno per ogni singolo paziente”. “I brevetti – ha aggiunto –sono legittimi, però esiste anche un’ipoteca sociale su di essi”, come insegna la dottrina tradizionale della Chiesa, secondo cui “esistono casi in cui cessa anche la proprietà privata, specialmente quando si tratta di pericolo di morte”. Se, dunque, nella lotta all’Aids “si è fatto tanto” e “le case farmaceutiche hanno abbassato molto i prezzi”, secondo il cardinale occorre “fare di più per arrivare alla dotazione gratuita dei farmaci” in Paesi come il Botswana, dove il 39,6% della popolazione è malata di Aids, ad esempio stipulando “convenzioni” tra governi e laboratori o case farmaceutiche (come ha fatto il Messico). Anche l'”influenza dei polli”, ha detto Barragan, dimostra che “i virus non hanno frontiere” e che “la globalizzazione non è solo economica”. Più “controlli sanitari”, ma “sempre nel rispetto della dignità della persona” è il consiglio della Santa Sede per impedire la diffusione del nuovo virus, facendo attenzione però a “non proibire l’immigrazione”.