SCIOPERO DEI MEDICI: COZZOLI (TEOLOGO), "NON È UN FATTORE DI CHIARIMENTO. LA VIA DA PERCORRERE È IL DIALOGO"

” “"Uno sciopero dei medici non è certo un fattore di chiarimento. Può darsi che porterà qualche aumento in busta paga, ma non gioverà a dissipare la nebulosa della sanità. Dove non sono in gioco servizi d’istruzione o di trasporto, cose pure che meritano attenzione e rispetto. È in gioco il bene primario e fondamentale: la vita e la sua salute, che più d’ogni altro dovrebbe esigere politiche e professionalità competenti e sollecite". Commenta così mons. Mauro Cozzoli, docente di teologia morale alla Pontificia Università Lateranense, lo sciopero dei medici (circa 130mila più 25mila specializzandi) proclamato dai 42 sindacati del settore, che ha deciso il blocco di tutte le prestazioni (escluse quelle di pronto soccorso). Si stima che salteranno circa 90mila interventi chirurgici e 600mila ricoveri. Secondo Cozzoli, "la via da percorrere è quella del dialogo, che prende a parametro di considerazione e di giudizio la cura del malato". Perché, "una mentalità corporativa della classe medica e, al suo interno, tra le frastagliate componenti, una politica rissosa e bisbetica e una società che abbandona i cittadini al proprio disagio non sono garanzia di alcuna promozione qualitativa della sanità nel nostro Paese. Esse non aprono alla fiducia, atteggiamento basilare per il dialogo, e non mettono realmente al centro la persona, in questo caso il malato". Per questo, conclude Cozzoli, "ci vuole una conversione morale delle coscienze e delle loro sensibilità. Una riforma efficace e credibile non può venire solo da un nuovo progetto organizzativo della sanità. Occorre una coscienza etica decisamente polarizzata sul bene comune, del quale la vita e la salute sono espressione primaria e la loro cura e tutela esigenze irrinunciabili".