CEI (PROGETTO CULTURALE): ALICI, “LA LIBERTÀ NON È UN TELECOMANDO”

” “”La libertà non è un telecomando per scegliere canali televisivi che si assomigliano troppo”, e il cristianesimo deve recuperare la sua “straordinaria forza d’urto nella storia”, se non vuole correre il rischio di diventare un semplice “optional innocuo e gratificante”. Lo ha detto Luigi Alici, docente di filosofia morale all’Università di Macerata, intervenendo oggi al 3° incontro nazionale del progetto culturale, che si concluderà domani a Roma. Tracciando un bilancio di uno dei tre temi di ricerca proposti dal Servizio nazionale per il progetto culturale della Cei, “Libertà personale e sociale in campo etico”, Alici ha sottolineato come oggi il “paesaggio morale” sia “profondamente diverso per tutti”, e “anche il messaggio cristiano corre il pericolo della frammentazione”, perché “mortificato” dall'”idolatria dei rapporti corti, brevi, gratificanti”. In un mondo, come quello postmoderno, in cui “non solo si può ‘scegliere’ la propria scala morale, ma addirittura sostituirla con altre, ad esempio sostituendo l’etico con l’estetico o con l’utilitaristico”, anche il “bene” rischia di “diventare un oggetto di scelta accanto ad altri”, in nome dell’ “autonomia insindacabile” delle scelte individuali. In questo modo, ha spiegato il filosofo, “si tende ad identificare in modo ambiguo il ‘buono’ con il ‘volontario’, dimenticando che non tutte le relazioni volontarie sono buone (come nel caso di un’associazione terroristica) e che non tutte le relazioni involontarie sono cattive (ad esempio quella con i miei genitori)”. Se non vuole rimanere confinato ad “una nicchia indolore addomesticata, nel mercato delle offerte simboliche del nostro tempo”, il cristianesimo secondo Alici deve operare per una “nuova sintesi fra libertà e fraternità, capace di proteggere e allungare i ‘legami buoni’ grazie ad una rete di mediazioni istituzionali a tutela del bene comune, stabilizzate dal costume, promosse dalla politica, protette dal diritto”.