CEI (PROGETTO CULTURALE): GARELLI, “DALL’IPERINDIVIDUALISMO ALLA PROPOSTA DEI VALORI”

” ” “Oggi si parla spesso di ‘complessità’, ma essa non si registra soltanto a livello sociale: soprattutto è dentro la coscienza e non fuori”. Lo ha detto il sociologo Franco Garelli, intervenendo al convegno del progetto culturale sul tema “Quale persona per quale futuro? Quale impegno nel cambiamento in atto?”. “Il clima culturale ed esistenziale odierno è segnato da uno stato di iper-individualismo – ha aggiunto – che si traduce nella ricerca, come fattore centrale della vita, specie dei giovani, della sperimentazione in ogni ambito. La tendenza è a fare molteplici esperienze, piuttosto che perseguirne una in maniera unitaria ed esclusiva. A ciò si deve ascrivere anche la crisi delle vocazioni, in quanto una scelta totalizzante appare meno interessante di una ricchezza potenziale di scelte diverse e appaganti sul piano psico-affettivo”. Secondo Garelli, “la ‘precarietà’ che accompagna l’odierna situazione del mondo del lavoro, per molte persone oggi, paradossalmente, ha un suo senso, in quanto consente la ‘flessibilità’ e quindi la molteplicità di esperienze. Ciò in netto contrasto con la fissità degli orizzonti umani e lavorativi di un tempo”. Venute meno le forti occasioni di “identità politica, religiosa e sociale” che avevano caratterizzato le generazioni precedenti, i giovani oggi si rivolgono ad “appartenenze più flessibili, meno impegnative e tutte plausibili, in quanto obiettivi intermedi e non scelte definitive”. Ciò vale anche e soprattutto nel campo dell’affettività dove – ha detto ancora Garelli – “si registra un forte senso del primato dell’affettività, con la ricerca della verità dei sentimenti collegati alla manifestazione fisica. I giovani in sostanza non accettano di separare il piacere dalla comunicazione interpersonale, ricercando quindi una verità nel rapporto. C’è da chiedersi semmai quale progetto sia possibile costruire su una tale prospettiva, se il baricentro è centrato solo sui sentimenti”. In una simile situazione – ad avviso di Garelli – “è possibile proporre istanze religiose e spirituali a condizione di partire dal vissuto dei giovani che, a quel livello, non hanno preclusioni verso la socialità e gli altri ideali, tra cui quelli appunto religiosi”.