È stato presentato oggi a Roma "Costruttori di una comunità al plurale", il weekend interreligioso, organizzato dal 19 al 21 marzo da Giovani delle Acli, Federazione universitaria cattolica italiana (Fuci), Giovani musulmani d’Italia (Gmi) e Unione giovani ebrei d’Italia (Ugei). Durante la tre giorni 10 ragazzi per ognuna delle tre religioni vivranno insieme a Villa Altieri (Albano Laziale). Si tratta, ha spiegato Cristian Carrara, segretario dei giovani delle Acli, della "continuazione di un percorso iniziato nel 2002 con il documento ‘Uguali diritti, Diverse identità’. Ora vogliamo andare oltre: non solo dibattere, ma sperimentare le differenze, dalle piccole cose quotidiane, alle pratiche religiose". "Quest’anno – ha aggiunto Tobia Zevi, consigliere nazionale Ugei – verrà data maggiore attenzione al rapporto religione-politica". La tre giorni sarà infatti una possibilità di confronto non solo su punti di contatto e di distanza tra le tre religioni, ma anche su cosa significa essere credenti e cittadini. "Noi ci sentiamo figli d’Italia", ha detto Abdallah Kabakebbji della presidenza del Gmi, aggiungendo poi come sia "triste, dopo gli attentati di Madrid dover giustificare il nostro essere musulmani". "L’iniziativa – ha proseguito Kabakebbji – intende anche dare segnali di conoscenza, acquisire il dato che il perdono è un valore comune alle tre religioni, ed è la vera arma contro il terrorismo". "La pace – ha concluso Enrica Belli, presidente nazionale della Fuci – è la costruzione nel dialogo di un’ambizione: una casa comune. Non una sorta di Grande Fratello, ma un’unione di entità consapevolmente diverse che si confrontano non solo per conoscere l’altro, ma anche per conoscere se stessi".